Visita Vermont

Adamo Castelnuovo



Attraversare le colline e le montagne, fino a vedere all’orizzonte un grande lago. Ed essere a casa. Questo era il pensiero che continuava a frullarmi nella testa, durante il lungo viaggio da Boston. Ma non ero a casa, fra le colline brianzole, le prealpi lombarde e il lago di Como; quei paesaggi morbidi e accoglienti, che attraversavo in auto durante la visita con la Console Generale - di sottofondo il rombo di un motore bofonchiante - erano quelli del Vermont, uno degli Stati della nostra circoscrizione, dove i sapori e i colori della natura si fondono con l’animo tenace e risoluto delle meravigliose persone che ho avuto la fortuna di incontrare.





Visitando le piccole produzioni agroalimentari locali, ho potuto toccare con mano la passione e la dedizione che hanno accompagnato gli italiani emigrati in questo splendido territorio nello sviluppo di prodotti sostenibili, in cui l’attenzione all’ambiente e la ricerca dei ritmi e delle radici di una produzione artigianale italiana autentica sono stati il volano per una crescita tesa a mantenere qualità e originalità. La cura e l’attenzione a tutti i passaggi, dal processo di allevamento e produzione a quello di piccola distribuzione, mi sono risultati subito evidenti nelle numerose attività artigianali che ho avuto modo di approcciare: realtà dove si concretizzano, grazie alle filiere corte, i valori della sostenibilità alimentare, al servizio di un modello di stile di vita e di alimentazione sano, rispettoso delle tradizioni locali, dell’ambiente e dell’agricoltura autoctona. Trovarsi attorno a un tavolo e confrontarsi sulle esperienze degli italiani in Vermont, degustando nel contempo prodotti di ottima qualità, è stata un’esperienza a tutto tondo - culturale, sociologica, storica, sensoriale - indescrivibile.


L’incontro con i membri della VICA, a distanza di tre anni, è stato un momento che attendevo da tempo. La piacevole serata ha visto convergere gli scopi che l’associazione persegue e che l’evento ha narrato con una semplicità e una chiarezza disarmanti: andare incontro al desiderio dei molti italiani e amici dell’Italia in Vermont di fare comunità, sostenersi reciprocamente e valorizzare le bellezze del nostro Paese.




Durante la visita ho raccolto a piene mani (e con un pizzico di nostalgia) gli sguardi, i racconti e la passione di imprenditori, artigiani e artisti italiani di varie generazioni, che in Vermont hanno trovato spazio di espressione per la propria creatività e imprenditorialità. La visita alla State House mi ha permesso infine di comprendere meglio come il governo di uno Stato come il Vermont sia profondamente diverso, per cultura e tradizioni, anche nei propri rapporti con l’amministrazione centrale, rispetto ad altri Stati di dimensioni più grandi. È stato un bagno nella politica locale istruttivo e illuminante.





Spero che sia possibile, nel prossimo futuro, attingere a questo rinnovato rapporto fra Boston e la comunità degli italiani in Vermont, lavorando insieme su attività culturali e di promozione della nostra lingua a favore e a servizio dei nostri concittadini e dei numerosi appassionati dell’Italia. Non posso esprimere molto di più di un sincero ringraziamento: grazie per avermi riportato un pò nella mia Italia, cosí vicina nonostante l’oceano di mezzo; grazie per la vostra ospitalità e per il vostro calore; grazie per gli inviti a tornare presto in Vermont per poter apprezzare ulteriormente tutto ciò che state realizzando con abnegazione, lo sguardo costantemente teso verso l’Italia. Infine, un particolare ringraziamento va a Lisa DeNatale, per la sua dedizione al nostro Paese e allo sviluppo di relazioni con il Vermont, nonchè ovviamente per l’accoglienza nella vostra “casa”, che ora è anche un po’ mia.

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